Home / Feeder & Ledgering / PO FISHING – 2) Canne e Mulinelli – foto e testo by Sergio Farina
PO FISHING – 2) Canne e Mulinelli - foto e testo by Sergio Farina

PO FISHING – 2) Canne e Mulinelli – foto e testo by Sergio Farina

Scegliere la canna per il Po Fishing può diventare impresa ardua, soprattutto in assenza di un minimo di esperienza. A livello generale si può dire che ogni pescatore deve usare la canna con la quale instaura il feeling maggiore, quella che gli consente un ideale contatto con il fiume, quella che permette la gestione ottimale dei pesci. Un fusto deve calzare come un guanto, e comportarsi in pesca come un paio di scarpe durante una lunga camminata, se le scarpe fanno male possono pure essere le scarpe più belle e più tecnologiche del mondo, ma fanno male e basta. La canna va quindi scelta secondo poche caratteristiche, fondamentali per non trasformare la sessione di pesca in una sorta di via Crucis.

La lunghezza

La scelta di una canna lunga è dettata dall’esigenza di impostare una posizione di pesca elevata rispetto al piano del fiume. Questo consente di alzare l’angolo di entrata in acqua della lenza in modo da limitare il tratto di nylon soggetto all’azione della corrente e quindi di risparmiare zavorra. Il tutto serve a garantirci un’esca ferma, ammesso che un’esca ferma sia l’approccio migliore. Sembrerebbe la soluzione ideale se non fosse che le canne dotate della lunghezza necessaria, indicativamente dai 14’ ai 15’, sono spesso pesanti e sbilanciate, rigidi “bastoni” senz’anima che non danno nessun divertimento in pesca, un po’ come andare a caccia di fagiani con un Kalashnikov. Per tenere il nylon alla giusta altezza basta munirsi di un normale picchetto alto o, per i più tecnologici, di un pod a gambe lunghe. Se lo spot presenta una riva sabbiosa vanno benissimo anche i puntali da surf. Con questi accorgimenti sono sufficienti 12’ o 13’ di canna per assicurare la giusta posizione in pesca.

Azione e potenza

Zavorre dai 120 ai 180 gr. sono più che sufficienti per la maggior parte degli spot. Un feeder delle dimensioni e del peso di un ferro da stiro è totalmente inutile, difficilmente gestibile e concettualmente superato. La canna da PF deve essere fornita di una vetta ferma e rapida, capace di gestire i pesi di cui sopra, con un fusto altrettanto reattivo dove “elasticità” e “marcata progressione parabolica” sono le parole d’ordine.

Fusti che consentano il necessario divertimento anche con pesci di taglia normale, visto che i barbi over 4 e le carpe over 10 non sono poi così frequenti, ma che conservino la necessaria riserva di forza nel caso gli incontri si facciano più impegnativi, in Po le sorprese possono arrivare in qualsiasi momento. La maggior parte dei combattimenti avviene contro avversari di taglia normale e con un approccio correttamente dimensionato, evitando l’uso di rigidi cannoni anabolizzati, le fasi della lotta regalano curve mozzafiato, con lo stesso manico che partecipa al duello, offrendo momenti di puro godimento, quasi (badate bene ho scritto quasi) si parlasse di ben altro genere di “curve”.

Quale vetta?

Se William Shakespeare fosse stato un appassionato pescatore, probabilmente la famosa citazione dall’Amleto suonerebbe più o meno così: “Avon o tip, questo è il dilemma?”. Una cosa è certa, per vedere la mangiata di un barbo o di una carpa non sono necessari i sensibili tips in dotazione alle più comuni feeder rods e l’approccio di questi ciprinidi è lontano dal concetto di “delicato”. In quest’ottica una cima avon assicura il giusto connubio fra potenza e divertimento e test curve da 1,5 a 2,25 lb sono proporzionati per affrontare il Po, le sue correnti e la sua profondità. La lunghezza è generalmente da 12’, e la avon consente di affrontare sia il carp fishing marginale (method incluso) sia il Po. Se proprio non possiamo o non vogliamo rinunciare al corredo di vettini scegliamo quelli testati intorno alle 5 oz. ricordandoci che il CW indicato è riferito alla “sensibilità” degli stessi e non al peso lanciabile dalla canna.

La scarsa utilità di un tip deriva dal fatto che la mangiata di barbi e carpe è piuttosto irruente e non abbiamo bisogno di una vetta ipersensibile per individuarla. Quindi avon tutta la vita ma se proprio non potete rinunciare al corredo di tips e volete a tutti i costi vedere la tocca di una breme da 200 grammi in 9 mt d’acqua a 30 mt da riva tanto vale optare per attrezzi che forniscono vettini in carbonio ben raccordati con il resto della canna. Evitiamo i tips in fibreglass, troppo morbidi e slegati dal resto della canna. Sul mercato sono da poco comparse canne con vetta hollow, una sorta di match rod adeguatamente strutturata per affrontare fiumi di grande portata.

Le finiture

Oltre alla lunghezza controlliamo numero, disposizione, diametro e qualità degli anelli. Su di una specialist da 12’ ci sono normalmente dai 9 agli 11 passanti apicale compreso. Una pietra in SIC piuttosto che in alconite non sembra influire a livello di usura sull’uso prolungato di nylon, multistrato o trecciati. Attenzione al porta mulinello, che deve essere consentire un blocco del piede ben saldo senza torsioni o peggio ancora giochi. Obbligatorio il sughero di alta qualità sul calcio anche se qualche canna risulta gradevole pure con la classica manicatura stile carp fishing che agevola la spinta sui lanci lunghi. Necessari i rinforzi nei punti di maggiore usura, (calcio e blocco a vite superiore), l’uso d’inserti nel più economico EVA può ugualmente fornire lunga durata e confort al pescatore.

Per concludere, come direbbe Rino Tommasi, ecco il mio “personalissimo cartellino” per le canne da PF:

  • lunghezza 12’
  • vetta avon
  • TC ad 1.5 a 2.0 lb
  • azione parabolico progressiva con una buona riserva di potenza nel manico
  • calcio ricoperto in sughero con rinforzi nei punti nevralgici
  • anelli in SIC di buon diametro i primi due a doppio ponte
  • porta mulinello a vite con ganasce in metallo

 

I mulinelli

Sintetizzando si può dire:

  • robusti
  • capienti
  • ignoranti

Come vedete non sono molti i requisiti di un mulinello dedicato ai grandi ciprinidi baffuti. Se nella passata o nello spinning abbiamo bisogno di proprietà ben precise, nel Po Fishing possiamo permetterci di scegliere cercando solo determinati attributi, dove per attributi s’intende sia le “peculiarità” sia le “palle” per affrontare pesci di mole, in correnti imponenti, in fondali importanti. Non cerchiamo il mulinello piccolo e aggraziato, nel Po servono attrezzi obesi, mai sotto la taglia 4000/5000. Attenzione soprattutto alla capacità della bobina, sotto i 200 mt di 0,30 siamo già in una categoria poco adatta per questa pesca. Il peso del mulinello non ha molta importanza anzi è una delle caratteristiche da preferire nella nostra scelta finale. Teniamo presente che l’accoppiata canna e mulinello è in mano solo nelle fasi di lancio e di combattimento e per il resto del tempo riposano sul picchetto non stancando il pescatore, un peso che può sembrare eccessivo è invece la caratteristica che ci parla dei materiali di costruzione, plastiche e resine sono leggere, il metallo no.

Strutture completamente in metallo non denunciano torsioni e/o vibrazioni negli scontri più impegnativi. Una carcassa in metallo tiene in asse la meccanica interna evitando che si formino “giochi” deleteri. Teniamo presente che già la semplice azione di pesca, con il recupero frequente di zavorre da due etti, forza tutto il complesso. Diffidate quindi di modelli sotto i 350 grammi, in questa pesca l’anoressia è un difetto assoluto da evitare come la peste. Cerchiamo una bobina larga e capiente, sovradimensionata rispetto al corpo, indispensabile per lanci lunghi, ove necessario, e per bobinare a larghe spire parallele evitando le fastidiose parrucche. Prestiamo attenzione alla costruzione del cicalino e all’eventuale presenza (gradita) di molla di acciaio a servizio della clip. La clip in Po si usa raramente ma se ben pensata e progettata è sempre indice di qualità complessiva del prodotto.

La frizione è a dischi maggiorati e a tenuta stagna per evitare infiltrazioni di polvere, sabbia e acqua, utile scegliere modelli con un grande potere frenante. La frizione anteriore, per caratteristiche di costruzione, e molto più precisa di una frizione posteriore. Non usando finali dello 0,08 si può comunque sacrificare qualcosa in precisione per poter scegliere i vantaggi di un bait runner o di una semplice fighting drag, che offrono i vantaggi di una regolazione più veloce in caso di necessità. Sistemi di frizione libera in Po non sono indispensabili ma tornano utilissimi qualora volessimo usare gli stessi mulinelli (e canne) per il carp fishing marginale o per il method. L’alberino è in acciaio inox di diametro maggiorato, magari accoppiato a un supporto rigido della bobina. Il rullino è di tipo “antitwist” supportato da cuscinetto, un rullino ben progettato allunga a dismisura la vita della lenza madre. Archetto sempre in acciaio a sezione cava, bilancia meglio il rotore e assicura la massima robustezza.
Il rotore è la parte meno sollecitata, quella che assolve i compiti meno gravosi ma sempre meglio che sia in materiale a prova di bomba e che bilanci al meglio il movimento complessivo del mulinello. Pochi ma buoni i cuscinetti, la bontà di un mulinello non si giudica dal numero dei cuscinetti ma dalla qualità degli stessi, meglio pochi cuscinetti di qualità piazzati dove servono veramente che una dozzina di “cinesaglia” che, se il lavoro diventa impegnativo, si consumano in poco tempo. Potente e veloce non vanno molto d’accordo, nel caso preferiamo la potenza con un rapporto di recupero che deve assestarsi sotto il 5:1, non abbiamo la necessità di recuperare a palla un pasturatore o un piombo mentre è indispensabile sviluppare una grande potenza quando, oltre alla zavorra, attaccato alla lenza ci sono pure svariati chili di pesce. Una manovella mono blocco con un pomello ergonomico di grandi dimensioni agevola in fase di recupero e “pompaggio” del pesce.

Riassumendo:

  • taglia 4000/6000
  • peso over 350 gr.
  • rapporto di recupero under 5:1
  • capacità bobina almeno 200/250 mt di 0,30
  • corpo in metallo

Si ringrazia Mediatika srl (www.mediatika.eu) e le riviste Pianeta Pesca e I Segreti dei Pescatori per la collaborazione e la gentile concessione alla pubblicazione dei testi e delle foto.

Riguardo a admin

Guarda Anche

Istruzioni per l’uso: la pesatura.

Ci sono pulsioni alle quali non ci si può assolutamente sottrarre. Rimanendo nell’ambito strettamente piscatorio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *