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Istruzioni per l’uso: la pesatura.

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Ci sono pulsioni alle quali non ci si può assolutamente sottrarre. Rimanendo nell’ambito strettamente piscatorio ognuno di noi ha le proprie manie e piccoli vezzi, e ognuno di noi soffre, in modo più o meno acclamato, di qualcosa che la maggior parte delle volte prende il sopravvento sulla ragione.

Vogliamo parlare, ad esempio, di shopping compulsivo? Io non riesco a uscire da un negozio di pesca senza qualcosa, fosse solo un feeder o un bustina di ami, è più forte di me. Altra cosa che attanaglia la mia passione alieutica è la necessità, al limite del paranoico, di segnare tutto quello che succede in una sessione di pesca, registrando anche le info su attrezzature ed esche oltre alla situazione meteo, a quella dello spot e, soprattutto a quali e quanti pesci sono arrivati a guadino. Lo faccio da sempre, il primo rudimentale diario, redatto, su di una ormai logora agendina da tasca, è datato 1984. Con tempo mi sono evoluto e da una quindicina di anni uso fogli Excel, con tanto di foto e immagini caricate, se pensate che mediamente in un anno vado a pescare una settantina di volte avete un’idea delle mole di dati sui quali posso fare affidamento, sia per un moto nostalgico o curioso, ma soprattutto per confrontare dati, anni e sessioni. Fidatevi che alla lunga la cosa genera informazioni utili e molto interessanti sia sull’evoluzione della salute di un fiume e sulle specie presenti ma anche sulle possibilità di successo o insuccesso, se ho preso poco o molto al verificarsi di determinate condizioni ci sono buone possibilità che al riverificarsi delle medesime condizioni le cose, in negativo o positivo, si ripetano. Nel diario sono segnati anche i pesi dei pesci più belli, e qui entra in gioco la presente recensione, anzi scusate il prologo troppo prolisso. Un cavedano o un carassio, per quanto grosso, si possono pesare direttamente nella testa del guadino, ricordandosi di togliere la tara e di impostare la bilancia in chili e non in libbre. Se invece parliamo di pesca specialist o di carp fishing marginale il discorso cambia, una carpa o un grosso barbo non si possono pesare in un guadino per quanto grande per non rischiare l’incolumità del pesce e non sempre si ha con se un materassino fornito di maniglie e spondine rialzate e richiudibili. La soluzione per quelli che come me hanno un diario, per quelli che segnano solo il personal best o per i semplici curiosi la fornisce Korum con sacca di pesatura e bilancia.

DSCN2766-225x300La WEIGHT SLINGS ha la forma di mezzaluna, è dotata di pratiche maniglie e di una custodia impermeabile dove la sacca può essere riposta se bagnata. L’interno è rivestito di un morbido materiale gommoso assolutamente sicuro anche per i pesci più delicati e il fondo presenta una serie di piccoli fori per lo scolo dell’acqua in eccesso (è importante bagnare la sacca prima di usarla). La sacca è disponibile in due misure: la Large è lunga 85 cm e profonda 50 cm ideale per pesare in sicurezza tutti i pesci catturabili a specialist mentre la XL è lunga 108 cm per 64 cm di profondità, perfetta per le carpe in doppia cifra. Una volta ripiegata porta via pochissimo spazio e il particolare rivestimento, seppur non imbottito, può fungere da materassino d’emergenza per poggiarvi il pesce prima della pesatura.

La SCALES è la bilancia e ha un design ergonomico ed è rivestita di morbida gomma per un maggiore grip. Il display digitale è grande e retroilluminato, il gancio e la maniglia sono in acciaio. La portata è fino a 40 Kg con una frazione di 10 gr. e la possibilità di impostare la tara e di pesare in Kg o in libbre, inoltre si spegne automaticamente dopo un paio di minuti di stand-by. E’ dotata di termometro e le dimensioni compatte occupano pochissimo spazio in zaini e borse. La bilancia è fornita di custodia in neoprene e di una batteria da 9V. Dopo qualche mese d’uso intenso la bilancia si è dimostrata pratica e affidabile; io, per sicurezza, testo la precisione prima di ogni sessione pesando la classica bottiglia d’acqua da 1,5 litri giusto per evitare di sparare pesi a caso che, insieme all’insana abitudine di fotografare i pesci con le braccia stese in avanti a pochi cm dall’obiettivo, sono il modo migliore per non rendere giustizia al pesce. Ricordo un episodio di qualche anno fa dove, chiamato da dei ragazzi a pesca in Po per fotografare un barbo a detta loro “enorme” e sicuramente over 4 effettuammo la pesatura con la loro bilancia, una analogica da supermercato a basso costo e la mia, digitale. Con la bilancia economica il barbo faceva oltre i 4,500 Kg, con la mia si fermò a 3,700, alla prova della bottiglia d’acqua indovinate quale pesava in modo preciso? In sostanza sacca e bilancia sono due strumenti indispensabili per chi come me ama cimentarsi in statistiche, diari e personal best, o per chi è semplicemente curioso e non vuole passare per quello che, ad ogni racconto, “ingrassa” il pesce di un paio di etti…

Sergio Farina

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