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Krill: segreti, dosaggi e soluzioni.

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Cocktail di gamberi, gamberi in camicia di pancetta, spiedini di gamberi, tagliolini gamberi e zucchine, gamberi in crosta di sale, zuppa farro e gamberi, gamberi in pastella, risotto gamberi e piselli…potrei andare avanti per ore ad elencare le possibili varianti dei gamberi in cucina e, allergie a parte, non conosco nessuno che non abbia mai mangiato, e con soddisfazione, dei gamberi.

Un crostaceo dolce, gustoso nutriente che soddisfa la vista e il palato. Provate ad organizzare un piccolo buffet e, in mezzo a piatti di carne e verdure, sistemate un bel vassoio di gamberoni alla griglia, quindi mettetevi in un angolo a guardare su quale piatto si avventano per prima i commensali; se fossimo pesci ben pochi di noi sfuggirebbero ad un innesco a base di gamberi. Il discorso vale anche per i pesci “veri” e una pastura o un’esca a base di gambero difficilmente sbaglia. DSC_1308 Ora nella pesca non si parla di veri e propri gamberi (tranne rari casi) ma di un altro crostaceo, molto più piccolo, che però esercita la stessa forte carica attrattiva nei confronti di quasi tutte le specie di acqua dolce, con esclusione solo di alcuni predatori primari, parliamo del krill. Il krill è una parola norvegese che sta ad indicare i piccolissimi gamberetti che compongono lo zooplancton, ovvero il principale nutrimento di tanti pesci marini. Usato in acqua dolce, in modo ragionato, il krill, sia un’esca o una pastura, diventa estremamente attirante per i pesci, dai carassi alle carpe, dai cavedani ai channel, in laghetto come fiume, in acqua ferma come in corrente. Ovviamente non si tratta della panacea delle pasture, servono i giusti contesti, le giuste dosi, le giuste combinazioni e soprattutto prodotti di qualità, una buona farina di krill è indispensabile per la produzione di pasture performanti. Sonubaits produce una linea completa a base di krill, ottimo krill che, come dicevo, è molto catturante in diverse situazioni. La pastura è commercializzata nei tradizionali sacchi da 2 Kg richiudibili, si presenta a grana finissima, dall’odore pungente, di un accattivante colore rosso scuro e il krill è combinato a dell’ottima farina di pesce e a pellets macinati. DSCN1060-1024x768 Usata da sola deve essere bagnata con estrema cura, assorbe acqua molto lentamente e risulta non eccessivamente legante, cosa de tenere in considerazione nel momento in cui si affrontano spot molto profondi e/o a corrente medio/lenta, è una pastura che seleziona la taglia del pescato, verso l’alto ovviamente. La linea è completata dai pellets allo stesso gusto, da 2, 4 e 6 mm, dal corrispondente flavour shaker e dal liquid flavour, indispensabili per aumentare la carica attrattiva del composto. Due “ricette” veloci per affrontare acque diverse: in cava 2/3 di Margin Carp e 1/3 di Krill, addizionati con un barattolo di mais sempre al krill per chilo di mix insieme a 200 gr. di pellets da 2 mm e 1 tappo di flavour shaker risulta sempre adescante per le carpe e, dove presenti, per i channel e i carassi, il tutto nel flat method o nel cage feeder, in acque più profonde o con un minimo di corrente il secondo mix in proporzione diventa 12 di 50:50 Natural e 12 di Krill, con un barattolo di canapa al krill e 1 tappo di liquid flavour per chilo di mix insieme a 300 gr. di pellets da 4 o 6 mm, questo per l’uso con flat method, dura method o cage feeder. Ovviamente se innescate un Pellet O’s, una Band’um o una Ozzing al krill chiudete il cerchio sul tipo di aromatizzazione scelta.

Sergio Farina

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