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Thermal Suit – Per non essere l’omino Michelin!!!

Dopo oltre 40 anni di onorata attività alieutica posso dire di aver pescato veramente in ogni condizione climatica, almeno quelle riscontrabili in Italia.

Ho pescato in situazioni realmente estreme, dalle temperature equatoriali a quelle artiche, sotto un sole che nemmeno le lucertole si azzardavano a rimanere fuori dalle zone ombreggiate così come a svariati gradi sotto zero quando l’acqua solidifica all’istante nell’apicale della canna, in lande gelide dove anche un orso polare avrebbe avuto dei problemi. Da giovane facevo poco caso all’abbigliamento, il massimo dello sforzo, in giornate piovose, era portarsi un K-way, mentre con il sole era più facile lasciassi a casa il cappello piuttosto che metterlo in borsa. A vent’anni si pensa di poter affrontare ogni giornata di pesca a petto in fuori, senza preoccuparsi del fatto che tutto quello che si accumula da giovani, sia questo vento, pioggia, umidità o scottature, prima o poi si paga, l’età ha il brutto vizio di presentare sempre il conto, spesso salatissimo. Ho cominciato a dare grande importanza all’abbigliamento da pochi anni e sotto la voce SPESE di PESCA i capi tecnici hanno trovato sempre maggiore spazio. In questo senso l’inverno, almeno per me, non costituisce un grosso problema, ho la fortuna di avere le mani e i piedi come due termosifoni e non ho mai avuto necessità di usare guanti o calzature tipo moon boot, diverso il discorso per il resto del corpo, specie per la zona anteriore dove, nonostante lo spesso stato di grasso donatomi da Madre Natura e dalla passione per la cucina, soffro tremendamente il freddo. Da poco ho cominciato a usare il Thermal Suit di DSC_2873Korum e devo dire che le prime impressioni sono davvero sorprendenti. Normalmente ci si veste multistrato, accumulando capi su capi, con il solo risultato di sembrare il famoso omino Michelin dell’omonima pubblicità, praticamente un manichino pieno di strati inutili e dai movimenti fortemente limitati. L’abbigliamento invernale deve essere comodo, permettere e facilitare i movimenti, tenere la temperatura corporea costante senza provocare sudorazione e anzi consentendo la normale traspirazione del corpo, in ultimo mettiamoci che il capo deve essere wind e water proof. Il Thermal Suite è composto da due capi separati: il giaccone e la salopette. Il completo è caldo, antivento, traspirante e totalmente impermeabile, la colonna d’acqua sopportata è di 10000 mm, praticamente ci potete andare sotto la doccia. L’imbottitura termica “hollofil” mantiene costante la temperatura corporea con la massima efficienza senza limitare i movimenti. Il giaccone è un 34 realizzato con una robusta cerniera bidirezionale, il che consente di aprire la parte inferiore di quanto necessario per una posizione da seduti più agevole e meno impacciata. Il cappuccio è removibile ed ha la visiera rigida per facilitare l’uso anche con un altro cappello indossato. Sulla parte anteriore ci sono due ampie tasche esterne impermeabili per documenti, cellulare o altro. Di fianco troviamo altre due tasche interne imbottite con del caldo tessuto in pile. Il giaccone è regolabile in vita, i polsini hanno una pratica regolazione in velcro per la massima protezione da pioggia e vento. Il colletto ha un’alta fascia in caldo pile e tutto il cappuccio può essere chiuso sul viso con due fascette sempre in velcro per un riparo completo dagli agenti atmosferici. La salopette ha l’apertura frontale con la stessa robusta cerniera bidirezionale, è regolabile in vita e presenta due ampie bretelle anch’esse regolabili. Ha la zona delle terga e delle ginocchia rinforzata e, a fine gamba, è dotata di una veloce apertura con cerniera e velcro per consentire di indossare i pantaloni anche su stivali alti o altra calzatura a largo profilo. Di fianco ci sono due ampie tasche interne imbottite di morbido pile. Ho già usato il completo in condizioni molto difficili, indossando sotto lo stesso una semplice felpa e i pantaloni di una tuta, senza soffrire mai freddo, umidità e vento. Il Thermal Suit di Korum è pensato, realizzato e testato per il clima inglese, un po’ più ballerino del nostro, dove le condizioni di pesca sono spesso al limite, e quello che è il suo pregio maggiore alla fine diventa, forse, anche il suo limite essendo, a tutti gli effetti, un capo principalmente invernale visto che, indossarlo quando le temperature sono sopra i 10°, può diventare problematico nonostante l’ottima traspirabilità. Io ne sono estremamente soddisfatto, anche perché ho eliminato girocollo in micro pile, felpe pesanti, cerate ingombranti, pantaloni imbottiti ma non impermeabili, calzamaglia e tutti quei capi che, indossati uno sull’altro per combattere freddo e umidità, mi limitavano i movimenti facendomi davvero somigliare all’omino Michelin; sulla duratura del completo vi saprò dire fra qualche inverno. Unica raccomandazione, controllate bene le etichette con le istruzioni per il lavaggio, in questo caso una lavatrice può fare molti più danni di una bufera di neve. Se nutrivo ancora qualche ragionevole dubbio sulla tenuta del Thermal Suit bene con la prima sessione del 2015 me lo sono definitivamente tolto. Spot all’ombra per tutto il giorno, sponda gelata da giorni con evidenti i segni della nevicata della scorsa settimana, a condire il tutto un vento gelido da NE tagliente e pungente che ha preso d’infilata il fiume, e infine l’app “meteo” del cellulare che indica costantemente sotto lo 0° la temperatura durante il trascorrere delle ore. Unica parte del corpo che ha sofferto: le mani, ma questo per la mia cronica incapacità di pescare con i guanti. Ho perfino fatto il viaggio di ritorno a riscaldamento spento per evitare di sudare, tanto era piacevole la temperatura assicurata dal completo invernale della Korum. Cosa ho preso? Nulla! Il fiume è veramente freddo e i pesci, dopo giorni di gelate notturne, non hanno la fortuna di poter indossare i capi tecnici da pesca. Un “cappotto” non è mai simpatico ma diventa sopportabile se il cappotto è un Thermal Suit.

Sergio Farina

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