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Traccia odorosa – essenziale in acqua!

Lo spot è poco a valle dei piloni del ponte della ferrovia e presenta interessanti caratteristiche comuni a tanti altri spot sul fiume, ovvero zone dove la corrente è rotta a monte da un ostacolo importante, sia questo un pilone o un pennello di sassi poco importa.

DSCN1121-768x1024Il corridoio utile per posare i feeders è largo circa 7 metri e corre parallelo alla sponda per circa 30 metri. Con una profondità media che passa dai 3 ai 5 metri è facile intuire su che massa d’acqua andiamo a posare esche che nella migliore delle ipotesi hanno un diametro di pochi millimetri. Condizionare con la pastura uno spot di queste dimensioni è pura utopia, vuoi per la vastità della zona di pesca vuoi per la forza della corrente che cozza contro la necessità comune a tutte le pasturazioni, cioè la precisione. Bisogna giocoforza fare leva su altri punti. Quando torno a casa dopo una sessione di pesca mia moglie comincia ad sbraitare già ad una distanza di pochi metri, quelli che separano la macchina dalla porta del garage.

“Puzzi da pastura e da pesce (quando la sessione è fortunata) cambiati in garage e fai la doccia!” questa è, più o meno e con qualche piccola variazione, quello che mi dice appena scendo dall’auto. Ora se mia moglie sente l’odore della pastura a queste distanze e considerando che il suo naso è infinitamente meno potente e ricettivo dell’apparato olfattivo di un barbo, possiamo mettere in campo qualche accorgimento tecnico-tattico per rilasciare sul fondo una forte traccia odorosa per i nostri cari amici con scaglie e baffi. Parlo di traccia odorosa perché è su quello che dobbiamo fare leva per interessare pesci che di certo non cercano cibo usando gli occhi, vista la limpidezza media delle acque del Po. I recettori dei grufolatori sono concentrati sul muso, intorno alla bocca e sui baffi, organi sensoriali sensibilissimi che riescono a distinguere, rintracciare e seguire odori per noi sconosciuti vista la scarsa efficienza del nostro naso se rapportato al loro, ma che per loro vogliono dire solo una cosa “cibo”. Ovvio che se ci mettiamo un pugno di pastura sotto il naso l’odore risulta forte e pungente anche per noi ma proviamo a pensare alla stessa quantità di pastura che si disperde in una corrente dove peschiamo con feeders da 150 gr. e su una profondità di svariati metri, un prodotto di qualità è indispensabile ma anche un prodotto di qualità non è sufficiente se non integrato con qualcosa che, una volta portato il pesce in zona ce lo tenga. La ricetta, per usare un termine culinario, che ben figura in questo periodo, caratterizzato da acque fredde e pesce poco attivo, è questa:

–      14 di farina di formaggio

–      14 di pane ammollato e sminuzzato

–      24 di spicy meaty method mix (anche per far legare il mix)

–      100 gr x ogni diametro di pellets da 6-8-12 mm

DSC_2107-680x1024Il pane di per se conferisce una parte di macro particelle che si disperdono in corrente ma serve qualcosa che risenta meno dell’azione della stessa e che produca un “cono” di pastura che rimanga attivo nella zona dell’esca il più a lungo possibile, cono che si forma subito a valle del punto dove posiamo il feeder e che diventa tanto più efficace quanto noi siamo precisi nel lanciare sempre nella stessa zona. La diversificazione dei diametri dei pellets serve appunto a migliorare e stabilizzare la formazione di questo ipotetico cono la cui durata sul fondo è direttamente proporzionale al successo della sessione. Diametri diversi vuol dire una diversa posizione sul fondo, diversi tempi di scioglimento e diversa resistenza allo spostamento per effetto della corrente. Un’integrazione indispensabile che, come detto, tiene il pesce in zona una volta che siamo riusciti a portarcelo. La traccia odorosa in questione non può prescindere da un prodotto di altissima qualità. La Spicy Meaty Method Mix ha il giusto potere legante per essere usata sia con i comuni open end sia con i più “veloci” cage feeder, accetta diverse bagnature per settare una meccanica personalizzata sulle nostre esigenze, è ricca di farina di pesce e farina di carne (particolarmente appetita dai barbi), ha un forte sentore di carne speziata e affumicata ed è integrata da una buona dose di pellets spezzettato il che incrementa la presenza di macroparticelle del mix. I pellets di vario diametro che andiamo ad aggiungere sono allo stesso “gusto” ma possiamo usare anche altre tipologie di pellets, come gli “elliptical” sempre di Sonubaits, dalla forma schiacciata per meglio tenere la corrente. Se non vogliamo cimentarci con pane e formaggio possiamo mescolare la Spicy con altri due prodotti di Sonubaits per la pesca dei grandi ciprinidi in fiume: la Hemp & Hali Crush o la nuova Cheesy Garlic che, tra l’altro, fornisce un ulteriore aroma di aglio molto gradito a barbi e cavedani. Una traccia odorosa difficilmente ignorabile anche nelle fredde acque invernali che può essere ulteriormente potenziata con un tappo di Flavour Shaker seguendo la combinazione di gusti e odori del mix.

Sergio Farina

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